I profumi delle vigne e della terra si mescolano a Barano d’Ischia con i suoni della ‘Ndrezzata dove l’identità del luogo resta immutata nel corso del tempo.
A circa 287 metri sul livello del mare troviamo il comune di Barano d’Ischia che si compone delle frazioni di Buonopane, Testaccio, Fiaiano e Piedimonte e di numerose altre località.
Cosa fare e vedere a Barano d’Ischia
Comune prevalentemente collinare, Barano presenta una delle spiagge più frequentate dell’isola, la spiaggia dei Maronti. Dalle pendici del Monte Epomeo si arriva, attraverso una strada fatta di tornanti ai 3km di spiaggia dei Maronti.
La storia del comune di Barano d’Ischia è molto antica, il suo territorio fu abitato principalmente per la fertilità del suolo, da siracusani, partenopei e romani. L’etimologia del nome traduce Barano in “luogo delizioso” e al suo nome è legata la preziosità delle acque di Olmitello e di Nitrodi, famose perché medicamentose.
Il comune di Barano presenta un territorio vario composto da molti agglomerati di età romana sviluppatosi nel Medioevo e divenuti più ampi tra ‘700 e ‘800. Al centro del comune di Barano, in piazza San Rocco, una chiesa dedicata a San Sebastiano che, edificata a fine ‘500, è costituita da tre navate di stile barocco mentre, la chiesa più antica de comune è quella situata nella frazione di Testaccio che, dedicata a San Giorgio, santo protettore del comune, risale al XV secolo.
Dalle colline del comune di Barano si stagliano spettacolari panorami, dalla pineta di Fiaiano, ad esempio, si assiste all’abbraccio della costa con il Castello Aragonese.
Comune ricco di storia e di tradizioni, viene custodito ancora oggi il patrimonio di tradizioni contadine come ad esempio la “ ‘Ndrezzata” un antico ballo che ricorda la pace tra le fazioni dei Moropanesi e dei Baranesi raggiunta nel lontano ‘600.
Il comune di Barano d’Ischia, stagliandosi per 11 kmq di superfice, fino agli anni ’70 aveva un’economia basata principalmente sull’agricoltura e la coltivazione della vite.
«Se questi luoghi sono incantevoli, se presentano scene troppo armonizzanti, se ti svegliano poesia ed entusiasmo, senza entusiasmo e senza poesia non possono essere descritti» – D’ascia, Storia dell’isola d’ Ischia
